Il corredo di Bona di Berry

Ph. Camillo Balossini

1380 – La giovane sposa in visita al Castello Malgra’ di Rivarolo. Ph. Camillo Balossini

La figura nobile di Bona di Berry, (1365-1430), in rievocazione rappresentata da Jessica, figlia di Giovanni I di Francia Duca di Berry e Giovanna D’Armagnac, nipote del Re di Francia e coniuge di Amedeo VII di Savoia, indossa per l’occasione sopra una fine veste realizzata in shantung di Seta Rossa, ornata da bottoni dorati, una decoratissima sopravveste, (in francese Huppelandie o Pellanda in Italiano), il cui tessuto originale del XIII sec., di provenienza Siriana, è conservato oggi presso le sale del Metropolitan Museum di New York.

Questo lampasso di seta broccato in filo d’oro riporta un intricato motivo di grifoni, volpi ed uccelli accoppiati, a loro volta disposti tra rotoli di vite e palmette. Il tema dei suoi motivi, il design e la tecnica di tessitura utilizzata, lasciano presupporre una manifattura di provenienza Iraniana orientale, migrata verso Ovest in seguito all’espansione mongola.

Reperto tessile del XIII sec. The MET Museum.

Dettagli del lampasso riprodotto.

Nella raffigurazione rievocativa, questo pregiatissimo tessuto, trasformato in una sontuosa huppelandie foderata di shantung di seta ocra, e abbottonature floreali con rubini incastonati, vuole rappresentare, un ricco dono nuziale, fatto nei confronti della nuora, dallo stesso Amedeo VI di Savoia, quale facoltoso simbolo di scambio commerciale, e memoria di un glorioso passato trascorso in Oriente, durante la Crociata del 1360 a Gallipoli, indetta dal Papa di Avignone, Urbano V.

Sulla testa, svetta invece un copricapo ripreso dalla raffigurazione iconografica della Fontana della Giovinezza  della Manta di Saluzzo (CN), realizzato dello stesso chantung di seta rossa utilizzata per la veste, decorato in perle bianche  di fiume secondo un motivo triangolare, lo stesso che riprende lo stile di Amedeo VII di Savoia, e sormontato da un leggiadro velo di lino bianco, anch’esso finemente orlato a petali di fiore e decorato delle medesime perle.

Nel suo complesso, questo corredo vuole rappresentare un’eccellenza artigiana con influssi di varia provenienza, senza però mai perdere quel filo conduttore, che lego’ la giovane sposa non solo al suo coniuge, ma anche alle sue vicende ed alla cultura Italo-francese di fine XIV sec.

Dettagli in rilievo: cintamani di perle su copricapo,abbottonature dorate e collana in pietre dure.
Ph. Diego Guidone

Studio storico e riproduzione sartoriale
a cura di  Laura Richiardi.

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